In Myanmar gli investimenti stranieri non devono essere più convertiti

Le autorità di Myanmar hanno esentato gli investimenti stranieri e le aziende che operano nelle zone economiche speciali dalla norma che prevede l’obbligo di conversione della valuta straniera in quella locale, il Kyat.

L’annuncio segue una serie di rimostranze giunte dalla comunità internazionale, che ha spinto il governo militare birmano a stilare una lista di esenzioni: all’interno figurano anche le ambasciate e il personale delle Nazioni Unite nel Paese.

L’esenzione delle attività produttive nelle zone economiche speciali beneficia tra le aziende giapponesi operanti nel Paese, perlopiù concentrate nella zona economica speciale di Thilawa, nei pressi di Yangon.

La zona economica speciale di Thilawa è l’unica tra le tre del Paese attualmente operativa, e circa la metà delle 112 aziende che vi operano è giapponese.

Il 3 aprile scorso La banca centrale del Myanmar ha ordinato alle banche del Paese la conversione nella valuta locale, il kyat, di tutti i depositi in valuta estera.

Lo riferisce la stampa locale, secondo cui l’ordine di conversione forzata è stato notificato a privati e aziende ed è in vigore già da lunedì 4 aprile.

L’ordine della banca centrale prevede inoltre che ogni invio all’estero di valuta estera possa avvenire solamente con l’approvazione esplicita del governo militare.

La decisione della banca centrale la giunta inizi a scontare una carenza di valuta straniera, necessaria ad importare energia, armamenti e altri generi essenziali e a servire il debito estero, che ammonta a circa 10-11 miliardi di dollari.

Fonte: Articolo del 22/04/22 di Novanews. Foto: Exportiamo

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